Prende il via il decreto che fascattare la riforma previdenziale

Largamente discussa e anticipata dai media nei mesi scorsi, con Quota 100 si potrà andare in pensione con almeno 62 anni di età e un’anzianità contributiva minima di 38 anni (62 + 38).
Quota 100 è una misura sperimentale che durerà nel triennio 2019-2021.
Vediamo come funziona.
L’accesso alla pensione per chi aderirà a quota 100, ha regole precise che dipendono sia da quando si maturano i diritti, sia dal fatto di essere dipendenti privati o pubblici come di seguito indicato:

  • Dal 1° aprile 2019 per i lavorati privati che hanno maturato i requisiti entro dicembre 2018
  • Dal 1° luglio 2019 per i lavoratori privati che hanno maturato i requisiti dal 1° gennaio 2019
  • Dal 1° agosto 2019 per i dipendenti pubblici che maturano i requisiti al momento dell’entrata in vigore del decreto
  • Sei mesi dopo, i dipendenti pubblici che maturano i requisiti a partire dal 1° febbraio 2019
  • Il 1° settembre 2019 per i lavoratori settore scuola

Chi, avendo i requisiti, decidesse di aderire, dovrà rinunciare ad una parte, anche abbastanza importante, dell’assegno pensionistico che percepirebbe se rimanesse al lavoro fino ai 67 anni, stimata attorno al 4 – 5% per ogni anno di anticipo.
Questa penalizzazione è dovuta al fatto uscendo dal lavoro anticipatamente di fatto si rinuncia a versare contributi per 5 anni ed inoltre il coefficiente di rendita di una persona di 62 anni è diverso da quello di una persona di 67.
Ci si deve ricordare infatti, che il coefficiente di rendita è legato alla speranza di vita, di conseguenza più si è giovani e per più tempo, si spera, si percepirà la pensione.
Bisognerà quindi capire bene se si riuscirà a sopportare il “costo” che ne deriva aderendo a quota 100.
Chi non ritenesse opportuno economicamente aderirvi, potrà comunque andare in pensione anticipata indipendentemente dall’età anagrafica con una contribuzione di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 42 anni e 10 mesi per le donne (requisiti congelati fino al 2026); la pensione di vecchiaia invece è fissata a 67 anni di età (requisito che aumenterà nel tempo perché legato all’aumento dell’aspettativa di vita) con minimo 20 anni di contribuzione.
Il nuovo decreto, inoltre, proroga l’opzione donna, che permette alle donne nate prima del 1960 (1959 per le lavoratrici autonome) di accedere alla pensione con almeno 35 anni di contribuzione.
La tabella che segue offre una sintesi molto esaustiva di tutte le finestre del 2019, con i relativi requisiti per potervi accedere:

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