Ci sarà una patrimoniale?

In questi giorni, da più parti, mi viene posta questa domanda: ci sarà una patrimoniale?

In Italia è domanda ricorrente nei momenti percepiti come più difficili.

Abbiamo però un debito pubblico che sale costantemente dal 1980 mentre dal 1990 il rapporto debito/pil supera il 100%.

In momenti come quello che stiamo attraversando si paventa la necessità di ridurlo velocemente e questo potrà accadere soltanto attaccando le “tasche” degli italiani.

Nell’immagine sotto manca l’aggiornamento ad oggi, siamo oltre il 140%.

Immagine che contiene testo, mappa

Descrizione generata automaticamente

Dopo tutto i nostri amici concittadini europei ci guardano e notano che siamo storicamente un popolo di risparmiatori, abbiamo un tasso di risparmio davvero alto.

Lo Stato italiano ha un debito importante e gli europei, ovviamente ci dicono: “Cari cittadini italiani, visto che risparmiate così tanto,  PAGATEVELO!”

Gli si può dare torto?

In coscienza non credo.

Vediamo però che cos’è la patrimoniale?

La patrimoniale è un’imposta sul patrimonio, qualsiasi esso sia, mobile o immobile,  per conseguenza non colpisce il reddito corrente  sul quale di applica la “sola” irpef.

Questo concetto è importante chiarirlo per evitare fraintendimenti.

Si è inoltre parlato più volte anche di una forma “straordinaria” di imposta patrimoniale il cosiddetto prelievo forzoso.

L’obiettivo è, in questo caso, supportare la realizzazione di alcune iniziative di legge particolarmente impattanti o, come oggi,  supportare attraverso un prelievo sul patrimonio i progetti di risanamento economico post-coronavirus.

In Italia esistono già “patrimoniali”?

Certamente:

  • L’Imu, (Imposta Municipale applicata ai fabbricati escluse le abitazioni principali) frutta la bellezza di circa 22 miliardi all’anno.

In caso di emergenza potrebbe venire applicata anche alle le prime case; oppure potrebbero aumentare le rendite catastali semplicemente riducendo o eliminando le categorie classificate come A/4 e A/3.

Potrebbe accadere e non si chiamerebbe …. patrimoniale.

  • Il “bollo sul patrimonio” arrivato allo 0,20% (partito con Monti allo 0,1% e negli anni a seguire aumentato).

Aumentarlo è semplice e veloce.

Potrebbe accadere e non si chiamerebbe …. patrimoniale.

  • La tassazione del 26% sulle plusvalenze di capitale e del 12% dei titoli di Stato potrebbero essere uniformate.

Potrebbe accadere e non si chiamerebbe …. patrimoniale.

Quindi, come si è intuito, le strade per non mettere patrimoniali ma aumentare quelle esistenti ci sono e potrebbero venire percorse.

Ne manca una: le imposte di successione.

L’Italia in questo

è un paradiso fiscale; da anni si discute sul da farsi ed i nostri concittadini europei ci esortano a uniformarsi a loro e per noi non sarebbe un bene, come si vede dalle foto:

Quindi cosa potrà succedere?

Concludendo, lo Stato per ridurre il debito pubblico dovrà:

  • Vendere asset propri (immobili, aziende, patrimoni propri)
  • Ridurre il welfare: coperture previdenziali, sanitarie, ospedaliere
  • Aumentare le tasse.

Esistono soluzioni che possano proteggerci?

L’unica soluzione possibile è la PIANIFICAZIONE FINANZIARIA che si può applicare in questi settori:

  • PIANIFICAZIONE SUCCESSORIA: essere accompagnati mediante gli strumenti più idonei a ciascuno, conformi alle attuali norme, al fine di ridurre l’impatto sui nostri eredi. Si possono usare strumenti come: polizze, pir, titoli di stato, trust, donazioni, patti di famiglia, ecc.
  • WELFARE/SANITA’: prepararsi a tempo debito con strumenti di copertura come le polizze sanitarie, autosufficienza, welfare aziendale. Rimandare il problema a quando si pensa di stare meglio economicamente, significa firmare una cambiale per stare certamente peggio quando si sarà deboli. Ne val la pena?
  • IMMOBILI: l’aumento delle rendite catastali porteranno gli immobili ad essere alienati dai soggetti che avranno minori capacità di mantenerli.   Inoltre, se si avranno aumenti, voglio ricordarvi, che per conseguenza il valore diminuisce. Più un immobile è tassato, maggiormente il suo valore scende: non ci avevate mai pensato?
  • PENSIONI: Il divario tra retribuzione e pensione sarà enorme e la stragrande maggioranza delle persone non ci pensa. I più pensano solo all’oggi, ma arrivati ai 60 anni iniziano a preoccuparsi: “ho versato tanti soldi all’INPS ed ora non mi dà nulla”. Ricordatevi che per il calcolo della pensione c’è solo il sistema contributivo.

I versamenti fatti in strumenti previdenziali non sono soggetti ad alcuna patrimoniale.

Soprattutto per quanto riguarda il punto pensioni, pianificare sin da piccoli la propria pensione non solo è importante, ma è urgente e necessario.

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