Crolla… Esco dall’investimento?

I mercati sono crollati! A me cosa interessa il lungo tempo? Tutte storie!

Eh, si in queste settimane, come anche nei tanti periodi di alti e violenti ribassi noto tra la mia clientela questo duplice scenario:

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  • Mercati che salgono: tutti belli tranquilli, quando parlo di investire a lungo termine spiegando la validità di questo concetto e sapete così accade? Tutti belli accondiscendenti…. Tutti o quasi mi danno ragione.
  • Ma poi come sempre, accade qualcosa, qualche cigno nero, il mercato crolla, e il lungo termine scompare e in questi momenti viene visto come una bella scusa per non liquidare: mi sono sentito anche dire che è il mio lavoro ed avrei dovuto saperlo che il mercato crollava. Tanti pensano che il lungo tempo serva solo per fare melina perché non so cosa fare; quindi, meglio uscire e rientrare quando il mercato sale.

Entrare ed uscire dal mercato come da una porta girevole di un hotel è dato dall’ansia o per paura della perdita o perché ci si sente bravi oppure si pretende che il proprio consulente sia così abile da sapere prima quando vendere e quando comprare.

Magari! Però sarebbe preveggenza!

Oggi invece, voglio darvi almeno due motivi sul perché è meglio rimanere investiti e pianificare:

  1. La storia dei mercati è lì a dimostrare che il lungo periodo premia e le serie degli indici mostrano con altrettanta evidenza che pensare di saperla più lunga è costoso ed oltretutto rischia di compromettere radicalmente il risultato.

Se guardiamo la foto, è evidente che coloro che fossero rimasti investiti nell’indice della borsa americana tra il 1993 e il 2022, la loro pazienza sarebbe stata premiata:

Ma se a quei vent’anni togliamo i dieci giorni migliori, il risultato si dimezza, diventando una perdita se si tolgono gli altri migliori quaranta giorni.

Guarda la foto:

Il rendimento medio annuo dello S&P 500 dal 2000 al febbraio 2022 è stato del 5,8% ma se sottraiamo i migliori dieci giorni del periodo scende a meno del 2%.

Il tempo, non il “timing”, è l’ingrediente del successo nella gestione del risparmio. Il suo alleato è il metodo, prevalente su qualsiasi previsione.

2. Dietro al lungo termine c’è un progetto. Un obbiettivo vero, reale concreto, che non scompare in una

discesa.

Un cliente trentenne mi ha chiamato in questi giorni, preoccupato per il suo fondo pensione che sta scendendo per la guerra:

Gli chiedo: perché metti via questi soldi? Per la pensione.

Quando andrai in pensione? Tra 40 anni!

Ma allora cosa te ne frega se scendono? Dovresti essere contento ed investire.

Un’altra mia cliente che, concordando un piano di accumulo di più anni, alla mensilità mi chiama e mi dice:

“Non sarebbe più sicuro lasciarli sul monetario? Cosa dici?”

Le rispondo: “Quando vai a fare la spesa compri quando l’articolo costa di più o quando costa meno? Decidi tu.”

Risposta di lei: “A me basta non perdere quelli che ho… Ma investo.”

È una risposta piena di paura, di ansia, legittima ovviamente, ma per fortuna ha scelto di fare un acquisto importante, perché il prezzo è molto basso.

Con la parte di risparmio che hai investito per i tuoi progetti non ci puoi giocare, devi lasciarla investita, se non sei convinto allora dovevi fare altro, non dovevi neppure investire.

Non è possibile che il tuo progetto, il tuo obiettivo se il mercato sale va bene, se il mercato scende non esista più: il tuo progetto rimane sempre il tuo progetto così come l’hai pianificato.

Devi essere coerente.

Vuoi giocare? Dedica una parte del tuo denaro a questo scopo e gioca.

Il resto è cosa seria.

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