Fase 2, cosa facciamo?

Siamo arrivati alla fine del mese di aprile, secondo mese di lockdown.

Se dovessi dare un titolo al periodico di oggi sarebbe:

Pazienza, prudenza e resilienza

Di pazienza e prudenza ne abbiamo ampiamente parlato nei vari periodici o post nei social, oggi ci concentriamo sulla resilienza.

Per chi vuole ascoltare questo intervento

Resilienza significa saper fare fronte positivamente ad eventi traumatici, la persona resiliente è colei che pur essendo in circostanze avverse, riesce nonostante tutto e a volte contro ogni previsione, a far fronte in modo efficace le contrarietà, riesce a dare nuovo slancio alla propria esistenza ed a raggiungere traguardi importanti.

Nella fase due dobbiamo essere tutti resilienti.

Le cose cambieranno: già abbiamo visto come sono stati penalizzati moltissimi settori della nostra economia come ad esempio i ristoranti, i teatri, i trasporti, altri invece sono stati valorizzati come le consegne a domicilio o il settore farmaceutico che ha avuto una grandissima impennata.

Noi italiani dovremmo far fronte anche a situazioni che oserei dire imbarazzanti a causa di un debito che ha raggiunto la bellezza di 43.000 € a testa compresi i neonati.

Per quanto riguarda i mercati, abbiamo avuto un top il 20 febbraio e una caduta secca dovuta ad un evento esogeno.

Ora anche se il mercato ha recuperato molto bene, siamo lontani dal top e nonostante il mercato abbia recuperato molto, sembra che tutto vada bene, che si sia trovato il vaccino, che la gente stia ritornando a consumare come prima, sembra proprio che tutto sia tornato al 20 febbraio, cosa che sappiamo essere del tutto impossibile, non improbabile ma impossibile, almeno nel breve termine.

Basti pensare all’America, che cito in quanto è il mercato leader più importante, dove si sono raggiunti i 25 milioni di disoccupati ai quali vanno aggiunti chi il lavoro non lo cerca più e tutti coloro che una volta fuori dal lockdown troveranno chiuse le loro aziende.  Non si registravano così tanti disoccupati fin dai tempi della grande depressione.

Facciamocelo pure questo film rosa, ma io sono convinto che c’è tutto il tempo per capire questo mercato e iniziare ad entrare.

Certamente non si entrerà ai minimi ma quello che conta è avere una buona strategia per non commettere errori, investire significa oltre ad avere obiettivi ben chiari, avere anche un buon metodo. 

La strategia migliore e lo vado dicendo da tempo, chi tra voi mi segue lo sa bene, è quella di entrare nel mercato gradualmente ed è quasi sempre la strategia vincente.

Il piano di accumulo, l’ingresso graduale, mi offre alcuni vantaggi:

  1. Mi costruisco un piano di risparmio. Quanto è difficile oggi risparmiare, se però mi impegno ad accantonare 50, 100, 1.000 euro con una certa frequenza per raggiungere uno scopo, mi permette di fare crescere il mio capitale e di stupirmi una volta raggiunto l’obiettivo.
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Descrizione generata automaticamente
  • Mediare il prezzo della quota: se il mercato sale compro un certo numero di quote se scende compro un numero maggiore di quote, ad esempio: parto con un importo mensile di 1.000 € ad un prezzo di 100 € compro 10 quote se il mercato crolla a 50 € coi i miei 1.000 € compro 20 quote, il prezzo medio in mio possesso diventa 66 € ed alla prima ripresa inizio a guadagnare.

Ricordo con piacere una mia cliente che quando il mercato scende, mi chiama dicendo che il momento è buono per comprare tante quote a sconto.

  • Sono tranquillo: mi sono dato un importo, una cifra e costruisco il mio risparmio nel tempo. Il tempo, come dico sempre, è mio amico e con lui raggiungo sempre il mio risultato. Anche se il mercato scende io continuo comunque ad accumulare quote, anzi più quote.

L’unica nota negativa, c’è solo nel caso in cui il mercato sale sempre, evento abbastanza improbabile, ma se dovesse essere così sarebbe sufficiente interrompere i versamenti.

Chi non accetta la volatilità e vuole solo rendimento, diciamo che è pretendere un po’ troppo: non può esistere un mercato senza volatilità.

È un po’ come volere stare seduto comodo sul proprio divano e pretendere di raggiungere traguardi importanti senza muovere un dito, senza fare un po’ di sacrificio o di sforzo.

Auguro a tutti voi di essere resilienti, soprattutto in questa nuova fase due, nella speranza che presto si possa tornare ad un minimo di normalità.

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