Finanza comportamentale: La rappresentatività

Buongiorno a tutti

Oggi continuiamo con una nuova puntata di finanza comportamentale.

Parliamo della rappresentatività.

….. se preferisci guarda il video:

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Per comprendere subito di cosa si tratta utilizzo un esempio tratto dal libro “la collina dei ciliegi” del prof. Bertelli, docente all’Università di Siena.

Immaginiamo una sequenza di 6 lanci di monete: testa o croce e nella foto osserviamo le sequenze che ne sono derivate_

Quale sarà la sequenza più probabile?

La maggior parte delle persone risponderà che la sequenza più probabile è la prima, perché sembra più casuale della seconda.

In effetti è vero, sembra molto più casuale e nella nostra testa il caso è disordinato ovvero casuale.

Nell’esempio della foto le due sequenze hanno la medesima probabilità di presentarsi, non cambia nulla tra la prima e la seconda.

Tutti noi li mettiamo gli eventi in categorie nostre, ben poco oggettive e per nulla numerose; diamo valori diversi alle probabilità, per esempio se ci capita qualcosa siamo portati a pensare che capiti a chiunque, ma se capita qualcosa ad un nostro amico o ad un paio di altre persone, pensiamo che si tratti di una cosa oggettiva ed universale.

È più rischiosa per voi un’azione o un’obbligazione?

La risposta sarà per tutti: l’azione.

Ma ne siamo proprio sicuri?

Sarebbe meglio dire…dipende

Guardate questa immagine:

Obbligazioni tranquille? Non direi visti gli eventi!

Certi temi non possono essere affrontati con leggerezza, ma studiati ed approfonditi oppure facendoci aiutare da una persona esperta, che di queste cose ha fatto la propria professione.

Vi porto come esempio un fatto che mi è successo qualche giorno fa.

Mi ha contattato una libera professionista di 65 anni che voleva fare un investimento.

Durante il nostro incontro, siccome voglio capire bene le sue motivazioni, le chiedo il perché vuole investire del denaro.

Risposta: “non lo so, ho qualche risparmio…”

Continuo con l’approfondimento in merito, cercando di capire le sue necessità, i suoi bisogni.

Arrivo alla previdenza e le chiedo se è già a conoscenza della sua situazione previdenziale.

Certamente, afferma: andrò in pensione al massimo con €1.000,00 mensili. La porto quindi a comprendere la necessità di integrare per evitare problematiche in età avanzata.

A questo punto mi chiede come può fare.

Ora abbiamo dato un senso al suo investire.

Abbiamo dovuto usare la parte del nostro cervello razionale, facendo uno sforzo evitando scorciatoie facili, ma mettendo allo scoperto un’area importante che se non risolta mette a rischio la tranquillità della persona.

Sicuramente sarebbe stato più facile per me presentare un bel prodotto sexy e in poco tempo terminare con bel caffè al bar, ma non avrei risolto nessun tipo di esigenza o di bisogno della signora.

La rappresentatività, dunque, può essere dannosa anche in campo finanziario; si fa fatica a scegliere e capire come investire, si tende a scegliere strumenti finanziari di cui più si parla, quelli che van più di moda, senza pensare se vanno bene per noi, per i nostri bisogni.

Investire quando il prezzo sale e poi pentirsene è una trappola per la salute dei nostri soldi.

Anche per oggi abbiamo terminato e credo proprio che possa essere stato utile conoscere questa trappola mentale, per cercare di evitarla o trovare delle soluzioni per risolverla.

Vi saluto e vi auguro un buon weekend!

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