Finanza comportamentale: l’effetto framing e la subadditività

Oggi, con l’ultima puntata sulla finanza comportamentale approfondiremo gli ultimi due “errori” di comportamento: l’effetto “Incorniciamento” e la subadditività.

Il primo è chiamato anche effetto “framing”, appunto incorniciamento.

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Quando prendiamo una decisione, non siamo influenzati solo dal problema in sé e dalle sue possibilità di scelta, ma siamo influenzati in maniera significativa dal modo in cui viene presentato un certo problema.

Per capire meglio vi riporto lo studio fatto dai padri fondatori della finanza comportamentale, Amos Tversky e Daniel Kahneman (1979), con il quale hanno voluto dimostrare come diverse modalità di presentare lo stesso problema potessero determinare propensioni a scelte opposte tra loro, violando quindi il principio di coerenza razionale.

“Immaginate che gli Stati Uniti si stiano preparando ad affrontare una malattia asiatica che, considerata la sua eccezionale gravità, dovrebbe causare la morte di 600 persone. Per fronteggiare questo evento, vengono proposti due programmi d’intervento tra loro alternativi:

Se viene scelto il Programma A, saranno salvate 200 persone.

Se viene scelto il Programma B, c’è 1/3 di probabilità che 600 persone saranno salvate e 2/3 di probabilità che nessuno sarà salvato.

Quale dei due programmi preferisci?

Nella seconda condizione si mostrava lo stesso problema con un prospetto di perdita.

Se viene scelto il programma C, 400 persone moriranno.

Se viene scelto il Programma D, c’è 1/3 di probabilità che nessuno muoia, e 2/3 di probabilità che muoiano 600 persone.

Quale dei due programmi preferisci?

Come è possibile osservare, i due programmi, dal punto di vista razionale, sono del tutto identici, eppure i partecipanti hanno compiuto scelte del tutto opposte di fronte ai due problemi. Nel primo problema, i partecipanti sceglievano con grande probabilità l’alternativa A (salvare 200 persone), nel secondo problema, sceglievano molto frequentemente l’alternativa D (avere 1/3 di probabilità che nessuno muoia e 2/3 che muoiano 600 persone).” (fonts: qi.hogrefe.it)

E’ facile comprendere con questo esempio come possa essere fragile il nostro principio di coerenza nel prendere le nostre decisioni: per il medesimo problema prendiamo decisioni diverse solo perché il problema stesso ci viene presentato in modo diverso: sia che ci venga formulato con una prospettiva di guadagno, sia che ci venga prospettato con una perdita anche se la soluzione è la medesima lo percepiamo in modo diverso e la nostra decisione sarà diversa.

L’altro errore comportamentale, o meglio la non razionalità del nostro comportamento, è la subadditività.

Parola poco utilizzata ma che possiamo così definire:

“la somma di tanti piccoli costi viene percepita come minore rispetto allo stesso prezzo presentato in soluzione unica (se spezzetto un’offerta da 100 euro in 10 offerte da 10 euro, le 10 offerte verranno percepite come meno gravose dell’unica offerta)” (fonts: qi.hogrefe.it)

Come dicevo all’inizio, oggi termino il ciclo sulla finanza comportamentale, ed i suoi “errori cognitivi”, imparare a comprenderli e riprendere ogni tanto alcuni concetti può essere utile non solo nella quotidianità, ma specialmente quando dobbiamo prendere decisioni importanti soprattutto se riguardano i nostri investimenti.

Questa è la parte più delicata, ogni giorno vedo persone che “decidono di non scegliere” per evitare fatiche mentali oppure scusandosi a sé stesse con analisi dietrologistiche o di mera convenienza, rimandando di fatto il problema.

Condividete questi argomenti con chiunque voglia informarsi e formarsi.

Auguro a tutti voi un buon fine settimana.

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