Il petrolio e il colibrì

Spesso mi viene chiesto: “Perché hai fatto un blog? Senza il tuo nome… che si chiama informazioneformazione?”.

Scrivo qui proprio per dare informazioni gratuite e per evitare clamorosi errori, come quello che leggerete di seguito, ma già allertavo sempre in queste pagine il 22/04/2020 e l’articolo lo potete trovare qui.

Leggete cosa scrive questo povero investitore.

Non so se avrà fatto tutto da solo o se avrà ascoltato “il suo amico che ne intende”, ma sta di fatto che ha perso tutto.

Quante volte ho ripetuto nei miei post “evitate accuratamente il fai-da-te”…. che  in finanza non funziona!

Credits: Il Sole24Ore del 09/05/2020

Mi sconcerta che ci si informa un sacco per acquistare uno stupido cellulare o una banale vacanza, ma non ci si prenda la briga di interessarsi per il proprio patrimonio piccolo o grande che sia!

Ma questi errori “fatali” mi stimolano tanto a continuare, se pure con un impegno enorme che può risultare una goccia in mezzo al mare, ma ne vale sicuramente la pena.

Voglio essere questo colibrì di questa favola!

Buona lettura a tutti voi!

LA FAVOLA INIZIA COSÌ…:

Un giorno, nella foresta, scoppiò un grande incendio.

Tutti gli animali, di fronte all’avanzare delle fiamme, scappavano terrorizzati, mentre il fuoco distruggeva ogni cosa.

Leoni, zebre, elefanti, rinoceronti, gazzelle e molti altri animali cercavano rifugio nelle acque del grande fiume ma ormai l’incendio stava arrivando anche lì. 

Mentre tutti discutevano animatamente sul da farsi, un piccolissimo colibrì si tuffò nelle acque del fiume. Dopo aver preso nel becco una goccia d’acqua, la lasciò cadere sopra la foresta invasa dal fumo.

Il fuoco non se ne accorse neppure e proseguì la sua corsa sospinto dal vento.

Il colibrì, però, non si perse d’animo e continuò a tuffarsi per raccogliere ogni volta una piccola goccia d’acqua che lasciava cadere sulle fiamme.

La cosa non passò inosservata.

A un certo punto il leone lo chiamò e gli chiese: “Cosa stai facendo?”. L’uccellino gli rispose: “Cerco di spegnere l’incendio!”.

Così piccolo, pretendi di fermare le fiamme?

Il leone si mise a ridere: “Tu così piccolo pretendi di fermare le fiamme?”.

Insieme a tutti gli altri animali incominciò a prenderlo in giro. 

L’uccellino, incurante delle risate e delle critiche, si gettò nuovamente nel fiume per raccogliere un’altra goccia d’acqua.

A quella vista un elefantino, che fino a quel momento era rimasto al riparo tra le zampe della madre, immerse la sua proboscide nel fiume. Dopo aver aspirato quanta più acqua possibile, la spruzzò su un cespuglio che stava ormai per essere divorato dal fuoco.

Anche un giovane pellicano si riempì il grande becco d’acqua e, preso il volo, la lasciò cadere come una cascata su di un albero minacciato dalle fiamme.

Contagiati da quegli esempi, tutti i cuccioli d’animale si prodigarono insieme per spegnere l’incendio, che ormai aveva raggiunto le rive del fiume. 

A quella vista gli adulti smisero di deriderli e, pieni di vergogna, incominciarono ad aiutarli. Quando le ombre della sera calarono sulla savana, l’incendio potè dirsi ormai domato.

Il leone chiamò il piccolo colibrì e gli disse:

“Oggi abbiamo imparato che la cosa più importante non è essere grandi e forti, ma pieni di coraggio e di generosità. Oggi tu ci hai insegnato che anche una goccia d’acqua può essere importante e che «insieme si può» spegnere un grande incendio.”

Favola Africana

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