L’Italia invecchia: che fine facciamo?

Dal #sole24ore  un’ulteriore conferma della continua decrescita demografica del nostro Paese: meno popolazione e più anziani.

Avevo già affrontato questo problema a novembre dello scorso anno: https://www.informazioneformazione.it/oggi-do-i-numeri/

L’ultimo dato ISTAT sentenzia che a metà secolo le nascite saranno solo 300 mila.

Ma il dato ancora più preoccupante è che lo squilibrio tra popolazione giovane e anziana, già tra i peggiori al mondo, continuerà a crescere.

Nel 2060 rimarrà oltre il 60%, la Germania – a titolo di confronto – rimarrà sotto il 50%.

Questo dato è l’indice di dipendenza degli anziani: rapporto tra ultra 65enni e popolazione attiva (italiani tra i 15 e i 64 anni).

Vi starete chiedendo: a noi cosa interessa?

Se il popolo invecchia di certo non è più attraente, i cervelli continuano ad emigrare, la crescita e l’innovazione saranno difficili anche solo da immaginare.

Pensiamo alle abitazioni e capannoni vuoti.

Pensiamo alla sostenibilità del welfare: assistenza e pensioni.

Le risorse saranno richieste dagli anziani, medicine, attrezzature per la deambulazione, indennità, RSA, ect.

Ma uno Stato con pochi lavoratori, tante persone in quiescenza ed un debito pubblico enorme, come potrà sostenere tutto ciò?

Quindi oggi è d’obbligo pianificare con precisione il proprio futuro da anziani senza rimandare o sminuire il problema.

Evitare il pensiero è semplice, ma ritrovarsi nella povertà quando si è impauriti ed indeboliti dalla vecchiaia a mio avviso è molto peggio.

Meditiamo su questi numeri e chi vorrà può chiamarmi per passare all’azione.

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