Patrimoniale? Forse…

  • 10 Giugno 2019
  • Blog
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In queste ultime settimane, ed in modo particolare dopo le recenti elezioni europee, tanti tra voi mi chiedono informazioni circa la possibilità che venga fatta una Patrimoniale.

Mi è venuto in aiuto un articolo del Prof. Cottarelli edito dall’Osservatorio dei Conti Pubblici (OCP) dell’università cattolica di Milano nel quale è il direttore.

La domanda che dobbiamo porre è: Ma il debito Pubblico Italiano può essere abbattuto con l’imposta patrimoniale? Questo tipo di imposta può veramente essere utile allo scopo?

Prima di rispondere a questa domanda è bene chiarirci le idee.

Cosa si intende con imposta patrimoniale?

 “Un’imposta è definita patrimoniale quando viene calcolata sul possesso di un patrimonio.”

È diversa rispetto alle imposte sul reddito come ad esempio l’Irpef, o sui consumi tipo l’IVA o le accise.

L’OCP spiega:

“Può colpire una singola parte del proprio patrimonio (come la casa o l’automobile) oppure l’intera ricchezza (l’insieme di immobili, conti correnti, ecc.). La natura dell’imposta può essere ordinaria/ricorrente oppure straordinaria/occasionale”.

In Italia ci sono altri tipi di imposte calcolata su parti del nostro patrimonio: vi ricordo l’IMU, la TASI il bollo auto o il canone TV, l’imposta di bollo che grava sul patrimonio per il due per mille, o le varie imposte ipotecarie oppure quelle che presto saranno aumentate come le tasse di successione e donazione.

In alcuni paesi europei esistono già le imposte patrimoniali come in Francia con Impôt de Solidarité sur la Fortune (I.S.F.), la Svizzera con l’imposta sulla sostanza e la Norvegia.

Per far scendere il nostro debito l’imposta deve essere molto elevata e di carattere straordinario; per ipotesi se la ricchezza italiana è pari a 9.743 miliardi con un’aliquota del 10% “si garantirebbe un gettito di 974,3 miliardi e il rapporto debito/Pil calerebbe subito attorno all’80 per cento.”

Ma è possibile che questo possa avvenire?

L’Europa guarda alla nostra ricchezza.

Guardate questa foto:

Noi siamo la linea rossa e ciò significa che la nostra ricchezza è pari 8.4 volte il reddito lordo disponibile; faccio un esempio se il reddito del Sig. Rossi è pari a € 30.000, la sua ricchezza di € 252.000€.

Siamo i più ricchi d’Europa…!

La Germania è all’ultimo posto.

Secondo voi, come possiamo essere considerati dai nostri concittadini Europei? Formiche o cicale?

Diranno: “Avete fatto i debiti? Pagateveli! Siete pure più ricchi di noi!”

Credo abbiano ragione.

“Questo confronto, basato su dati OCSE, ha indotto vari commentatori, in particolare in Germania, ad argomentare che in caso di difficoltà, lo Stato italiano dovrebbe attingere alle risorse delle ricche famiglie italiane prima di attingere ai fondi europei (a cominciare dal fondo ESM) che sono finanziati in ultima istanza dai meno ricchi contribuenti degli altri Stati”.

Tranquilli esistono anche tesi contrarie alla patrimoniale.

Guardiamo a quella famosa di Amato del 1992.

Con un decreto di emergenza ci fu un prelievo forzoso del 6 per mille sui conti e del 3 per mille sugli immobili.

“L’operazione portò 11.500 miliardi di lire alle casse dello Stato, poco meno dello 0,8 per cento del Pil. Per avere un termine di paragone si consideri che il governo Amato fu costretto a fare una manovra da 30mila miliardi a luglio e un’altra da 90mila miliardi a settembre.”

È stata utile? Poco.

La patrimoniale non è risolutiva e non è equa, manca progressività e di esenzioni.

Può anche essere sconsigliata per le fughe di capitale all’estero che aggraverebbero le difficoltà finanziarie dello Stato, come successe nell’estate del 1992 dove venne accelerata anche la svalutazione della lira.

Un altro problema è che il 60% del patrimonio italiano è rappresentato da immobili e da aziende non quotate che sono ben poco vendibili per pagare una patrimoniale!

Con questo clima già è arrivato la settimana scorsa un segnale poco incoraggiante: sono arrivati dati relativi ad una brusca frenata della richiesta di mutui che a quanto pare sarebbe stata scatenata proprio dalla paura di tale imposta.

“Per questo insieme di motivi, un’imposta sull’intero patrimonio è di difficilissima attuazione pratica. Peraltro, nell’esperienza internazionale di crisi dei debiti sovrani si è fatto frequentemente ricorso alla ristrutturazione del debito e quasi mai a imposte patrimoniali straordinarie. Spesso però sono stati operati prelievi straordinari su particolari cespiti e sono state introdotte imposte patrimoniali ordinarie e ricorrenti come misure, fra le tante, volte a migliorare i conti dello stato.”

Questa immagine indica come è composto il patrimonio delle famiglie italiane: si può facilmente notare come sia troppo sbilanciato sugli immobili: qui è dove si andrà a cercare il denaro per pagare un debito pubblico non più sostenibile.

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