Quando ho paura, cosa faccio con i miei investimenti? Lo Slalom?

In questi giorni di coronavirus, fake news, paure, blocco di scuole e centri commerciali, stiamo vivendo tutti in un clima di incertezza e senso di pessimismo cosmico.

E la paura fa commettere errori anche nella gestione del proprio risparmio, cambiando quello che abbiamo deciso serenamente in tempi non sospetti: non ha senso.

Come se alla prima discussione con il proprio partner lo si lasciasse o si abbandonasse la propria attività alla prima difficoltà o al primo brutto voto a scuola ci si ritirasse!

Avrebbe senso?

Con un minimo di raziocinio ognuno di noi dirà sicuramente: NO!

Per questo motivo voglio fare una riflessione su come pianificare il proprio risparmio facendolo diventare investimento: sì perché comprendere questo è già in sé un passo verso la consapevolezza e soprattutto aiuta molto a renderci più sereni.

Risparmiare significa investire PER qualcosa, diversamente possiamo spendere senza pensieri.

Deve essere chiaro questo concetto: qualora non si spenda tutto ciò che si guadagna con il proprio lavoro, si risparmia, è vero!

Ma il concetto è che si DEVE risparmiare SEMPRE per QUALCOSA: è necessario porsi degli obbiettivi.

Ripropongo questo argomento proprio perché in un clima di paura come quello che stiamo vivendo, esiste il rischio di buttare all’aria tutti i progetti se non si mantiene la calma.

Qualche giorno fa scrivevo un post (qui lo trovi:   https://www.informazioneformazione.it/cinque-approcci-al-mercato/     ) dove suddividevo le persone in 5 categorie: la categoria più numerosa è formata da persone che tendono a fare lo slalom nel mercato, perché la paura non le fa riflettere.

Investire non è sciare lungo “Gran Risa” dentro e fuori dal mercato, ma è pianificare gli investimenti in armonia con i propri obbiettivi di vita posizionati nel tempo corretto del proprio ciclo di vita.

Avevo scritto a maggio dello scorso anno un articolo sulla pianificazione e parlavo di “Investo per o investo in?” (Qui lo puoi trovare:  https://www.informazioneformazione.it/uffa-sempre-le-stesse-cose/)

Non è stato sufficiente a chiarire gli aspetti chiave della pianificazione.

Ho pensato che queste 4 domande che periodicamente mi faccio per organizzare la mia attività possano essere condivise anche con voi,  in quanto le ritengo valide per aiutare a razionalizzare i propri obbiettivi e – per conseguenza – la pianificazione degli investimenti:

  1. Dove ti vedi – da solo o con la tua famiglia – fra 3 o 5 anni?

Se sei giovane, pensi che starai costruendo la tua professione oppure una nuova famiglia o in un’altra città.

Se l’età è un po’ avanzata ti vedi all’inizio della pensione ecc..

  • Qual è la tua preoccupazione più grande in questo momento?

Certo, è questo che guida le nostre scelte!

Se in questo momento hai in mente di riorganizzare la tua azienda, vuoi iniziare una nuova attività imprenditoriale o più semplicemente forse vuoi cambiare auto, sistemarti i denti o ancora vuoi cambiare la barca a vela, è inutile affrontare altri discorsi, ma si deve semplicemente liberare le risorse che servono per farlo in tranquillità, programmando per tempo.

  • Che cosa attira la tua attenzione? Definisci ciò che drena in questo momento le tue energie.

Questo è qualcosa di ancora meno immediato.

A volte capita che nella testa inizia a prendere forma un desiderio: casa al mare, il figlio che cresce e si forma in lui il desiderio, finiti gli studi, di andare all’estero per ottenere un master.

La domanda a sé stessi diventa: Come faccio? Sarò in grado?

  • Qual è il rischio più grande che stai affrontando o che temi di dover affrontare in questo momento?

Su questo punto noto che quando succede qualcosa di negativo e solo in quel momento, si decide di tutelarsi.

È come dire: “Ho sfasciato l’auto, domani vado a fare l’assicurazione”.

Si pensa che non capiterà mai nulla a noi stessi, faremo comunque in tempo!  

Quando poi accade l’irreparabile, sono dolori.

È nostro dovere essere capaci di prevedere anziché dover provvedere per evitare i disastri.

Pensare alla pensione, per esempio, a 50 anni non serve a nulla.

Se invece si inizia da giovani, prima con l’aiuto dei genitori poi autonomamente quando si inizia lavorare, si può raggiunge serenamente l’obbiettivo senza dovere incolpare le istituzioni o chissà chi altro per togliersi la responsabilità dell’errore.

L’ultima domanda tra le 4 proposte dal docente è la più importante, perché fa emergere problematiche anche complesse, per esempio:

  • Come vivrò quando sarò in pensione?
  • Se divento invalido mi basta il denaro? La mia famiglia come vivrà?
  • Se vengo a mancare, ho pensato ai miei eredi? C’è la possibilità che possano litigare, sono contento di questo?
  • Il mio lavoro è sicuro?

Come vedete, per investire il proprio denaro bisogna pensare ad ampio raggio, riflettendo sulla propria vita.

Solo in questo modo, pianificando, si riducono i rischi e si raggiungono gli obbiettivi.

Non da ultimo le oscillazioni del mercato non si devono vedere come nella “Gran Risa”, pista nera della Val Badia, che allo sciatore inesperto fa paura ma ugualmente ci si butta.

Nel dentro e fuori si fa male inesorabilmente (tradotto per gli investimenti: il dentro e fuori dal mercato fa perdere solo soldi).

Solo pianificando, nella volatilità dei mercati finanziari si vive serenamente pensando solo a come sfruttare a proprio favore la situazione o senza nemmeno pensarci.

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