Tassi negativi: a volte per investire in buone obbligazioni invece di trarre interesse, si deve pagare.

Proprio così.

Questo è l’effetto dei tassi negativi.

Come è noto, il tasso di interesse è un guadagno dato dall’avere prestato del denaro.

Attualmente in Italia per le scadenze fino a due-tre anni il tasso di interesse è negativo.

Se vogliamo fare un esempio con il BTp scadenza 11 ottobre 2020, rimborserà alla scadenza lo 0.255% in meno.

In Germania quasi tutti i titoli di stato, anche quelli a lunga scadenza, hanno tassi con segno negativo e si calcola che nel mondo ci siano circa 14 mila miliardi di obbligazioni a tasso negativo.

Questo va scapito ovviamente di chi investe che per avere un minimo rendimenti deve accollarsi qualche rischio in più dovendo scegliere nel mercato aziende un po’ meno affidabili costrette a pagare interessi più alti.

Una ulteriore attenzione va posta anche ai Fondi Pensione, questi infatti spesso investono in titoli di Stato, proprio in virtù del fatto che una volta erano bene sicuro, ora avendo tassi negativi perdono invece di guadagnare e non riescono più a garantire quanto dichiarato.

Addirittura, la cassa di risparmio di Amburgo ha annunciato che dovrà cancellare 16.000 piani di risparmio. In questi casi, affidarsi ad una buona consulenza è sempre l’arma vincente.

I tassi sono diventati negativi per effetto della crisi finanziaria del 2008. Le banche centrali per evitare il crollo dei prezzi hanno immesso nei mercati grosse quantità di denaro paralizzando così i consumi, portando a diminuzioni di salari e chiusura di aziende ecc.

Le stime indicano ancora 8 anni di negatività dei tassi di interesse, ma una via d’uscita per l’Italia e per l’UE potrebbe esserci se la Germania iniziasse a fare dei piani di investimento pubblico e di politica fiscale.

Speriamo che i tedeschi inizino a spendere.

Share this Post